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Simone Frasca non sarebbe quello che è se all'età di sei anni non si fosse trasferito in un borgo sperduto nella campagna toscana:
Qui, fra prode, fosse, redole e roncole ha imparato a rotolarsi nell'erba, tuffarsi nelle pozze di fango e sopratutto, arrampicarsi sugli alberi.
E dalla cima di un Grande Leccio in una giornata limpida, Simone ha visto Milano per la prima volta.
Milano è una città dove si dice temperamatite invece di appuntalapis, ma questo il nostro eroe lo avrebbe scoperto sul posto 20 anni più tardi.
A Milano Simone arrivò nel 1988 e ci rimase tre anni, adottato da una tribù di illustratori che all’epoca stanziava in una cascina vicino alla stazione Romolo.
Gli illustratori gli insegnarono la forza del colore, il getto dell’aerografo, la plasticità del pongo e il profumo ampio, complesso con sentori di viola e vaniglia della Bonarda che preferivano decisamente al Martini.
Il giorno della fine di Milano trovò Simone e i suoi amici impreparati: il velo del tendone dell’ultimo congresso socialista si squarciò, e mentre il Grande Timoniere si scioglieva in un lago di sudore, la fonte del martini si seccò, le agenzie pubblicitarie pure e gli illustratori che erano l’ultima ruota del carro si trovarono senza lavoro.
Fu così che Simone tornò a Firenze.
Oggi Simone vive molto felicemente a Firenze, con sua moglie Katia e Toshi.
Katia gli ha insegnato il portoghese, la samba, l'allegria e la caipirinha.
Toshi (che è un gatto) a dormire sino a tardi.
Ancora oggi, nelle giornate limpide, Simone si arrampica sul Grande Leccio, per vedere cosa gli riserva il futuro.
Simone Frasca nasce a Firenze il 26/5/61. E’ illustratore e scrittore di libri per bambini (Piemme, E.Elle, Feltrinelli, etc…). Come tale, svolge anche attività di consulenza per progetti di pubblica utilità (Ospedale Pediatrico Meyer, Publiacqua, Istituto degli Innocenti, Museo del Tessuto di Prato, etc…)