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Ho lavorato per decenni nella formazione, tuttora ho qualche incarico del genere, ma sono concentrato sul versante psicoterapia.
Ho una laurea in psicologia, e sono iscritto all’albo degli psicologi/psicoterapeuti del Lazio.
Il modello che utilizzo preferenzialmente è quello definito “brief strathegic therapy”, cioè un modello messo a punto (e tutt’ora in evoluzione) dalla nota “Scuola di Palo Alto” (California – USA) alla fine degli anni ’50 del secolo scorso (!).
La BST parte dal sospetto che i problemi umani persistano sol perché le soluzioni applicate per risolverli non sono efficaci, anche perchè di solito ciò che le persone riescono a fare è di “aumentare la dose” di soluzione inefficace, e vedere se funziona.
Un esempio è quello dei genitori che non riescono più a controllare il figlio o la figlia, e a quel punto aumentano i comportamenti di controllo, ottenendo che il figlio moltiplica le vie di fuga, e loro si sentono sempre più frustrati.
Il mio compito di conseguenza è di valutare, e comprendere meglio, le tipologie di problemi anche attraverso le tentate soluzioni.
Fatto ciò, non rimane che (sembra facile…) modificare in modo sperimentale la soluzione inefficace, fin quando si trova quella che funziona.
Naturalmente, da questo precede e consegue che: lo psicoterapeuta “strategico” non ha un approccio diagnostico (un problema è solo tale, non una categoria diagnostica), non collude nel de - responsabilizzare il/i cliente/i (se soffri la colpa è della mamma, dei traumi infantili etc), non può aiutare nessuno, ma soltanto essere utile; infatti, in psicoterapia, ognuno si aiuta da se, provando le soluzioni proposte dallo psicoterapeuta.
Il termine “Brief” ha, oltre che un evidente significato, un aspetto programmatico: l’obiettivo della BST è di fare in modo che il/i problema/i venga/no superato/i rapidamente, e possibilmente nell’arco di 10 sedute.
E di solito, questo avviene in una molteplicità di casi, come potranno verificare i curiosi leggendo una parte della bibliografia in calce.
Per finire, mi resta da commentare il termine “Strathegic”; perché “strategico”, oltre che breve, questo modello di psicoterapia?
Proprio in quanto le soluzioni alternative a quelle inefficaci sono individuate seguendo un approccio che è più legato alle antiche arti e strategie marziali del Generale Sun Tzu  (“il miglior combattente è colui che è capace di vincere senza combattere”) o alle astuzie ed ai paradossi dei filosofi dell’antica Grecia ( “ tutti i cretesi sono bugiardi”, disse Epimenide di Creta), o alle più recenti teorie del caos e delle dinamiche non lineari.
Un accenno bibliografico:
Nardone, Watzlawick : L’arte del cambiamento 1990
Nardone: Suggestione, ristrutturazione, cambiamento 1991
Watzlawick (a cura di) La realtà inventata 1988
Watzlawick: Istruzioni per rendersi infelici 1984