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Tutti noi, figli del "lei non sa chi sono io!", almeno una volta nella vita ci siamo spacciati per qualcun altro. Se questa occasionalità diventasse stile di vita, se la necessità fosse elevata a virtù, allora si aprirebbe un mondo dell’immaginario fatto di paragoni arditi e paradossi esilaranti, in cui domina l’Uomo Marcio. L'Uomo Marcio (Homo Marcius Superior) rappresenta l'ultimo adattamento evolutivo dell'uomo medio (Homo Mediocre Sapiens); egli usa le proprie capacità camaleontiche, un cocktail esplosivo di certezza di sé e di ignoranza, per spacciarsi con logica ineccepibile e cialtrona per vip importanti. L’uomo marcio arriva poi a spingersi oltre: ci spiega la vita e le donne appoggiandosi al buon senso per ribaltare il senso stesso delle cose, il tutto in un armonico e ritmico equilibrio comico. Comincia, così, un viaggio "allucinante" ma credibile alla scoperta di bassezze, nefandezze e convenienze umane che hanno l’unico scopo di "portare a casa il risultato".
Davide Colavini si cala con grande naturalezza comica in questo personaggio ricordandoci che l'Uomo Marcio esiste e lotta accanto a noi, magari spacciandosi anche per il sub-comandante Marcos... ascoltate quindi con attenzione: ciò che dice non sono puttanate!
Comico di razza, dalla presenza scenica consolidata; raccontatore di storie inaspettate, terribilmente comiche, costituite da una narrazione attenta quanto imprevedibile del quotidiano di un trentenne, ritmi rallentati e riprese dinamiche, espressioni a volte timide in altre energiche, atmosfere provocatorie classiche degli stand up comedian stile Lenny Bruce unite ad astrattismi comici "dadaisti" alla Andy Kaufmann. Attore dal ’93, oltre che comico, lo abbiamo visto nel film "Casomai" di D’Alatri a lavorato anche con Cesena, Ferrari, Rocca, Merlini, con Luca Laurenti in "Don Luca", in "Arrivano i Rossi", nel "Seven Show" con Alessandro Greco… è stato anche il cameriere di Vieri nello spot Alice. Il suo spettacolo: "Un uomo marcio" dice già tutto… anche troppo.